molti mesi fa, credo fosse a fine estate 2018, ho letto su facebook il post di una ragazza che stava andando a trascorrere qualche giorno in un arcipelago siciliano (credo fossero le Eolie ma non ne sono sicura). Il post consisteva di una foto e di una didascalia. La foto mostrava lei sul traghetto, con un ampio scorcio di Mediterraneo ad incorniciarla, e la didascalia recitava “il mio corpo è un’isola”.
Vedendola la prima cosa a cui ho pensato è che “isola” è un concetto di relazione. L’isola è tale perché distinta da altre isole o dalla terraferma. La separazione che implica proietta legàmi in ogni direzione. È riconoscimento di esperienza altra, è coscienza delle connessioni.
Un’isola, da sola, non è un’isola ma il mondo intero, tutto l’orizzonte possibile: non ha percezione di sé e non ha coscienza di altro da sé, si dissolve in se stessa. Il mio corpo era allora, ed è tutt’oggi, niente.